Progetto Courtine

Aggiornamento del 25/08/2018

Buon giorno

Spero di poter rendere noti i risultati ufficiali verso Ottobre/Novembre.

vi mando i miei più cordiali saluti.  -Gregoire Courtine

La lesione grave del midollo spinale è una condizione devastante, in cui sono presenti lunghe interruzioni nel sistema nervoso del midollo spinale che rendono impossibile la comunicazione fra i vari settori del sistema nervoso. Tra le conseguenze si registrano varie disabilità delle funzioni corporee a valle della lesione, inclusa la paralisi degli arti inferiori. La fisioterapia è la pratica terapeutica più diffusa per recuperare le funzioni motorie compromesse. Per migliorare la deambulazione la terapia standard  è l’uso del tapis roulant con ritenzione di peso (BWSTT). Durante la riabilitazione BWSTT, i pazienti indossano una imbracatura collegata ad un sistema che solleva parzialmente  il peso corporeo mentre camminano sul tapis roulant.  I fisioterapisti o delle apparecchiature robotizzate contribuiscono al movimento delle gambe durante la camminata sul tappeto man mano che questo si muove. Sfortunatamente , però , i pazienti con le lesioni più gravi  che non sono in grado di attivare le loro gambe non beneficiano molto da questo tipo di riabilitazione, e normalmente non riescono a recuperare l’abilità di stare in piedi o camminare autonomamente. Un altro limite alla messa a punto di terapie riabilitative per le lesioni gravi del midollo spinale è rappresentato dalle lunghe e complesse procedure necessarie per tradurre dall’ambito animale a quello umano le strategie sperimentali per la rigenerazione strutturale del midollo spinale.

Le strutture del midollo spinale che sottendono alla deambulazione negli esseri umani sono posizionate all’interno delle porzioni lombari e alto sacrali del midollo spinale . Queste strutture rimangono integre anche in seguito a lesioni gravi del midollo spinale e toracico, ecco perché ricercatori di tutto il mondo stanno continuamente cercando di sviluppare terapie in grado di favorire la riabilitazione riattivando queste strutture integre del midollo a valle della lesione. In particolare le terapie basate sulla stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale sembrano aver tenuto banco negli ultimi anni. La stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale prevede il posizionamento chirurgico di piccoli elettrodi nel canale spinale,  esternamente alla membrana protettiva (la dura mater), che riveste il midollo spinale. L’impianto invia una stimolazione elettrica alle strutture specifiche del midollo. Allo stato attuale, tutti gli studi sulla stimolazione epidurale per migliorare la funzionalità motoria si sono affidati alla stimolazione elettrica continua, da un punto fisso e con parametri di stimolazione costanti.

Negli ultimi 15 anni, il laboratorio guidato dal Prof G. Courtine, chiamato anche il G-LAB, ha svolto studi sperimentali sugli animali per analizzare  il meccanismo attraverso il quale la stimolazione del midollo spinale interagisce con i circuiti spinali, al fine di convogliare tutto il potenziale di questa tecnologia per la migliore riabilitazione possibile in seguito a una lesione midollare. Questo lavoro ha portato ad un nuovo livello le tecnologie impiantistiche per la neuro stimolazione. Uno dei successi chiave è stata la messa a punto di una stimolazione elettrica epidurale spazio temporale (EES). Questa tecnologia neuroprostetica fornisce in modo dinamico brevi stimulazioni elettriche in aree specifiche all’interno del midollo spinale per attivare i muscoli delle gambe con tempistiche naturali, armonizzando il feedback delle gambe in movimento e il segnale motorio inviato dal cervello. Ad esempio , mentre un modello di stimolazione può facilitare in modo selettivo la flessione della gamba per l’oscillazione, un altro contemporaneamente stimola l’estensione per la presa di posizione dell’altra gamba. Nei ratti e nei primati, la stimolazione spaziotemporale EES ha ristabilito immediatamente una camminata robusta e adeguata in presenza di zampe posteriori paralizzate.

Queste scoperte hanno fornito sufficiente motivazione per il primo studio umano: STIMO (“Stimulation Movement Overground”;clinicaltrials.gov, NCT02936453), il primo sforzo del laboratorio G-LAB di tradurre queste scoperte pre-cliniche in applicazioni cliniche.  STIMO applica un sistema di sospensione robotico  che fornisce un parziale supporto corporeo abbinato ad un bilanciamento ausiliario e alla stimolazione spazio temporale EES , tutto ciò al fine di consentire una riabilitazione motoria altamente efficace anche in individui con gravi lesioni spinali. Lo studio richiede valutazioni di base delle funzioni neurologiche e motorie, l’impianto chirurgico del sistema di neurostimolazione, un mese di personalizzazione del protocollo EES, e cinque mesi di riabilitazione che include anche valutazioni mensili. Alla data attuale, un totale di quattro participanti hanno portato a termine lo studio. Tutti i partecipanti erano pazienti non in grado di camminare e con una lesione spinale cronica. Tutti hanno dimostrato miglioramenti considerevoli che verranno illustrati nel dettaglio entro i prossimi mesi in una pubblicazione specifica.

Spinti da questo successo , ai partecipanti è stata offerta l’opportunità di proseguire nell’uso della stimolazione anche a studio STIMO completato. A questo scopo, il laboratorio G-LAB ha messo a punto  un’applicazione tablet che consente ai partecipanti di usare la stimolazione a loro piacimento presso il centro di riabilitazione, nel loro ambiente domestico e persino in società. Tre partecipanti stanno beneficiando di questa estensione di studio denominata “STIMO free”, ed hanno così mantenuto i progressi ottenuti durante lo studio principale in modo efficace quando addirittura non hanno ottenuto miglioramenti ulteriori. Questo successo dimostra in modo importante l’alta  usabilità di queste tecnologie di stimolazione pratica, in quanto i partecipanti sono motivati ad applicarle in modo autonomo, al di fuori delle condizioni di laboratorio per proseguire gli esercizi nel loro ambiente.

Aggiornamento del 12/08/2018

Qualche giorno fa, una nostra delegazione ha visitato a Losanna il laboratorio di ricerca del Prof. Gregoire Courtine. Abbiamo potuto vedere di persona i grandi progressi ottenuti dai suoi studi nell’ambito della riabilitazione motoria di individui affetti da lesioni midollari.
Abbiamo assistito, meravigliati come bambini, ad una fase della sperimentazione in diretta. Abbiamo visto un ragazzo con lesione midollare a livello cervicale, sottoposto al metodo “Courtine” (che prevede opportune stimolazioni elettriche, un sistema di parziale sollevamento corporeo del tutto rivoluzionario e l’abolizione del tapis roulante) svolgere una serie di “camminate” in relativa autonomia. Se tutto questo non fosse frutto del lavoro tenace di una serie di professionalità che spaziano dalla biomedica alla fisica, all’ingegneria, alla neurologia…si potrebbe pensare al miracolo. Ma questa è scienza, passione, genialità e totale convinzione nelle proprie idee, anche quando sono rivoluzionarie, anche quando bisogna lottare per esse. Il grande lavoro di Courtine non potrebbe essere possibile senza l’aiuto, il sostegno e l’appoggio psicologico ed economico che la sua squadra riceve da tutte le persone che credono che la paralisi non debba essere una condanna a vita.
Noi di Riders4Riders abbiamo sempre pensato che migliorare la qualità di vita di individui con lesioni midollari sia possibile e che bisogna agire, subito. Perché è la rassegnazione il nemico più potente. Per questo la nostra associazione ha deciso di continuare a sostenere al 100% questa ricerca, di cui condivide le basi, l’entusiasmo e la filosofia!
State al nostro fianco, per un futuro di speranza.
Grazie.